Buongiorno ragazze, oggi parliamo di una sfida tra nuovi pennelli tutti made in Italy! Mesauda e Kiko hanno infatti inaugurato l’anno rinnovando la loro linea di pennelli, rendendoli migliori.

In passato era difficile trovare brushes economici ma di qualità nel panorama italiano, ma negli ultimi anni abbiamo assistito ad una maggiore cura nella loro produzione, per cui adesso ci troviamo di fronte ad un’ampia scelta.

In questo articolo parliamo nello specifico dei pennelli per il viso. Sia quelli Mesauda che Kiko sono in fibre sintetiche e presentano un packaging nero, con il numero e nome del marchio in bianco, rendendoli già a prima vista molto professionali. Qui troviamo però una prima grande differenza. Trovo i pennelli Kiko più maneggevoli e compatti, mentre quelli Mesauda hanno un manico molto più lungo e largo, più difficile fa utilizzare, nonostante siano comunque molto leggeri.

I pennelli Kiko per il viso sono numerosi e specifici per ogni esigenza, ma mi ha colpito in particolare il Face 11 Contouring Brush. Si tratta di un pennello difficile da trovare in commercio ma molto utile, in quanto è specifico per sculpting e contouring per prodotti sia in polvere che in crema, grazie alle fibre dense e dalla forma corta e compatta.

Nella linea Deluxe di Mesauda troviamo una vera e propria coccola per il viso: si tratta del 501 Luxe Powder, un pennello extra large per polveri, in particolare per la cipria dato le sue grandi dimensioni. Le sue setole sono morbidissime, un vero sfizio per accarezzare il viso durante il make up! Il 502 Stippling Foundation trovo invece che non sia perfetto per la stesura del fondotinta in quanto le setole sono molto lunghe, e questo favorisce la formazione di antiestetiche righette, per cui bisogna prestare maggiore attenzione durante l’utilizzo.

RISULTATO: premettendo che si tratta in entrambi i casi di accessori dalla ottima qualità made in Italy, la vittoria spetta a Kiko, in quanto non sono riuscita a trovare nemmeno un difetto nella gamma di pennelli per il viso! Trovo che quelli Mesauda abbiano la pecca di essere eccessivamente grandi, e durante il primo lavaggio ho riscontrato la perdita di qualche pelo. Infine favorisco il packaging opaco di Kiko, perché purtroppo sul manico lucido di Mesauda rimangono impressi più facilmente i segni delle dita.